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2026-01-11 12:43

Fabrice Pettoello

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Le organizzazioni non parlano solo attraverso ciò che dichiarano. Parlano anche attraverso ciò che permettono, ciò che evitano, ciò che fanno passare sotto ...

Le organizzazioni non parlano solo attraverso ciò che dichiarano.

Parlano anche attraverso ciò che permettono, ciò che evitano, ciò che fanno passare sotto silenzio.

 

Quando entri in un’organizzazione, lo senti subito.

Dal modo in cui si prendono le decisioni.

Da come si parla degli errori.

Da chi può dire certe cose e chi no.

 

Ci sono contesti in cui ti senti più lucido, più presente, più responsabile. Altri in cui, senza capire bene perché, ti irrigidisci, ti trattieni, inizi a compensare. Non è una questione di bravura. Non è nemmeno una questione di motivazione.

 

È una questione di coerenza tra ciò che l’organizzazione richiede (spesso senza dirlo) e ciò che tu sei chiamato a incarnare ogni giorno.

 

Quando questa coerenza c’è, le cose scorrono. Quando manca, anche le scelte semplici diventano pesanti.

 

Allenare lo sguardo significa accorgersene prima. Prima che arrivino il disincanto, il conflitto o la stanchezza profonda.

 

La domanda utile, a volte, è semplice: in questo contesto, che tipo di persona sto diventando?

 

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Les organisations ne parlent pas seulement à travers ce qu’elles déclarent.

Elles parlent aussi à travers ce qu’elles autorisent, ce qu’elles évitent, ce qu’elles laissent dans l’implicite.

 

Quand on entre dans une organisation, on le sent très vite.

À la manière dont les décisions sont prises.

À la façon dont on parle des erreurs.

À qui peut dire certaines choses — et qui ne le peut pas.

 

Il y a des contextes dans lesquels on se sent plus lucide, plus présent, plus responsable. D’autres dans lesquels, sans toujours savoir pourquoi, on se crispe, on se retient, on commence à compenser.

 

Ce n’est pas une question de compétence. Ce n’est pas non plus une question de motivation.

 

C’est une question de cohérence entre ce que l’organisation demande — souvent sans le dire — et ce que l’on est appelé à incarner chaque jour.

 

Quand cette cohérence existe, les choses circulent. Quand elle manque, même les choix simples deviennent lourds.

 

Entraîner son regard, c’est savoir le percevoir plus tôt. Avant que n’apparaissent le désenchantement, le conflit ou la fatigue profonde.

 

Parfois, la question utile est simple : dans ce contexte, quel type de personne suis-je en train de devenir ?

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